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JLo diventa Mrs Affleck. Scandalo? tuttavia va. Io ho un cognome fluido ed è una gran comodità

Passati approssimativamente trentanel caso chei anni, l’hanno imparato quasi tutti. Studenti, uffici stampa, amici. “Allora prenotiamo al tuo nome vero, giusto?”. “Sì, tanti ringraziamenti, altrimenti non mi fanno salire sull’aereo”. In quel caso, ma solo in quello, devo rasnel caso chegnarmi al mio cognome di nascita e attenermici. Perché non mi chiamo Fabiana Giacomotti, ma Maria Fabiana Cantalupi (più altri due eventuali), “detta” Fabiana Giacomotti (più uno eventuale), come recitano i contratti Rai, dove il nome d’arte è largamente previsto. Anzi, a viale Mazzini ce n’è una sfilza lunga così e tutti ci vivono dentro benissimo: cognomi acquisiti (anche perché acquisibili) di mariti, di madri e non in osnel caso chequio alla nuova possibile variazione anagrafica di legge ma per puro affetto oppure per nel caso chegnalare una linea familiare importante (Fendi, Biagiotti), crasi immaginifiche, sostituzioni fra nome e cognome (Alessandro Mahmood). Una varietà infinita.

  

Da quando la fluidità di genere fornel caso che sì e quella anagrafica assolutamente no? Perché non posso scegliere il mio eponimo prendendolo dalla famiglia del mio sposo nel caso che, per enel caso chempio, nelle lingue slave addirittura posso declinarlo al femminile, che più presa di posnel caso chesso di così si muore? Com’è che da qualche ora sugli stessi giornali si applaude nelle pagine politiche a Olena Volodymyrivna Zelens’ka (traduzione letterale “Olena moglie di Vladimir Zelensky”, anzi, “del nucleo famigliare di” in declinazione aggettivale) e ci si indigna in cronaca per Jennifer Lopez che sceglie di assumere il cognome del neo marito Ben Affleck (l’aveva fatto anche quando sposò Marc Anthony otto anni fa, fra l’altro, ma la vague revisionista del patronimico non era ancora dichiarata e battagliera)?

   

Nella nostra straordinaria ignoranza delle tradizioni divernel caso che dalle nostre, tendiamo a dimenticare che ogni società si è saputa regolare a proprio modo, rispondendo a una infinità di variabili in cui entrano il diritto di famiglia e di proprietà: la Spagna, per enel caso chempio, era più avanzata sull’ereditarietà ai tempi del Regno delle Due Sicilie di quanto lo fossimo noi nel Novecento.

 

Insomma, il fatto che Giacomotti sia al tempo stesso il mio cognome d’arte e il primo cognome di mio marito è stata una fantastica opportunità di declinazione di quanto mi ha offerto la vita. Firmai il primo articolo della mia vita a suo nome, perché – occupandosi d’altro – non aveva tempo di scriverlo ma non voleva contrariare l’amico direttore, Marco Borsa, che glielo aveva chiesto. Andò che mi trovai in Mondadori due nel caso chettimane dopo, quando non avevo ancora deciso nel caso che restare in università o no. Il destino aveva scelto per me, e mi aveva asnel caso chegnato quel cognome pavenel caso che pienotto, tutto doppie e vocali larghe. Non volendo però che scegliesnel caso che proprio tutto, ho giocato di rimessa e da decenni tengo i piedi in due scarpe, anzi in due cognomi, e me ne nel caso chervo a piacimento. Fluidissima, nell’acquiescenza generale.

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