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Borse europee caute, attesa per i dati Usa. A Milano in luce Iveco e St

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Si muovono a due velocità i mercati finanziari europei, con l’Asia in rosso e il dollaro sotto pressione e sui minimi da due mesi. Il dato sull’inflazione negli Stati Uniti relativa al mese di dicembre, che si è attestata al 7% (il livello più alto dal 1982 e oltre il 6,8% di novembre), non ha spaventato i mercati e ha confermato agli investitori le parole del presidente della Fed Jerome Powell, cioè che la Banca centrale punta a frenare l’aumento dei prezzi senza danneggiare l’economia e che ogni mossa sarà parametrata all’andamento dei dati e della ripresa.
L’attenzione torna ora sull’aumento dei contagi di Covid-19, che ha pesato soprattutto nella seduta di Tokyo, e sulle ripercussioni sull’economia. In Cina hanno deluso soprattutto i dati sui prestiti bancari, scesi più del previsto. Così si muovono a corrente alternata il FTSE MIB di Milano, che guarda al dato sulla produzione industriale di novembre (+1,9%, sopra i livelli pre Covid), il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, il Ftse 100 di Londra, l’IBEX 35 di Madrid e l’AEX di Amsterdam.

Bce: inflazione sopra 2% in 2022, pronti a adeguare strumenti

Non incide per il momento molto sull’andamento dei mercati il bollettino pubblicato dalla Bce. L’Eurotower ha sottolineato che «la ripresa dell’economia prosegue nell’area dell’euro. La crescita è in via di moderazione, ma nel corso di quest’anno dovrebbe tornare a segnare un vigoroso recupero». Restano comunque rischi legati all’inflazione, che è ulteriormente salita al 4,9% a novembre e rimarrà oltre il 2% per la maggior parte del 2022, pur se con una progressiva moderazione. Per questo, «il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno e in qualsiasi direzione, per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% nel medio termine».

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

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Attenzione sui bancari, scattano St e Iveco

Sull’azionario milanese ancora da seguire i titoli bancari a partire da Unicredit, dopo lo scivolone della vigilia. Attenzione anche a Diasorin nel comparto farmaceutico dopo che la società ha annnunciato un nuovo test molecolare Simplexa a uso ricerca che include le varianti con mutazione Omicron. Ancora bene Azimut che ha annunciato un anno con utili record. Ben comprata Stmicroelectronics con il Credit Suisse che ha alzato il target price a 60 euro con giudizio outperform, bene il comparto auto con Stellantis che sale dopo che Jefferies che ha migliorato l’obiettivo di prezzo da 22-26 euro per azione a 25-29 euro..Tra le migliori anche Iveco Group e Cnh Industrial.

Dollaro debole, l’euro torna a 1,145 sul biglietto verde

L’inflazione Usa ha rispettato le attese, pur segnando un balzo del 7% nel mese di dicembre, a livelli che non si vedevano dai primi anni 80, e questo è bastato per far ripiegare il dollaro sui minimi da metà novembre. Ne ha approfittato l’euro, tornato a 1,1453 sul biglietto verde. Dollaro in calo anche contro yen intorno a quota 115.

Tokyo chiude in netto calo, torna a preoccupare il Covid-19

La Borsa di Tokyo chiude in calo, con l’indice Nikkei che segna -0,96% a 28.489 punti. La Borsa aveva già aperto in ribasso, nonostante l’andamento positivo di Wall Street di mercoledì 12 gennaio, con gli investitori giapponesi preoccupati per il rapido aumento dei casi Covid. Più di 2.000 casi positivi sono stati registrati mercoledì a Tokyo, oltre cinque volte in più rispetto a una settimana prima, e la capitale giapponese si prepara, secondo alcuni media, ad aumentare l’allerta al secondo livello più alto su una scala di quattro. L’indice Topix ha perso lo 0,68% a 2.005,58 punti.

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