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subito vaccini a 70 mila fragili. Piano per le scuole – Corriere dell’Umbria

Alessandro Antonini

08 settembre 2021

L’Umbria è pronta a somministrare la terza dose di vaccino anti Covid. 
Il piano per partire con i fragili, i pazienti oncologici e i trapiantati, è in via di definizione. Umbria digitale stima 70.000 soggetti in queste fasce. Previste per loro solo fiale di Pfizer e Moderna. Si parte tra settembre e ottobre. Poi a seguire, come da tabella di marcia nazionale: over 80, ospiti di Rsa e operatori sanitari.

“Terza dose? Ci stiamo già lavorando”, spiega l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, “stiamo cioè facendo la programmazione in attesa dell’autorizzazione definitiva del ministero. Quando arriverà l’ok saremo pronti a partire, in maniera rapida”. Le dosi in questa fase non mancano. Stando ai dati di ieri, a fronte di 1.303.054 dosi consegnate in Umbria, ne sono state somministrate 1.195.478. La quota di prenotati totale, in costante diminuzione, è di 63.256. Questo significa che ci sono 44.320 dosi libere, che al momento avanzano. Certo, con la terza dose ne serviranno più. La rete di hub vaccinali messa in piedi nel cuore verde permette di somministrare fino a 18.mila dosi al giorno. In questa fase se ne fanno 4.500 in media. “Al momento le dosi ci sono” continua Coletto, “non tutte quelle necessarie ovviamente ma, ripeto, col via libera del ministero potremmo partire in maniera celere. Reputo peraltro che sia molto importante intervenire in tempi rapidi in quanto con la ripartenza della scuola qualche ripartenza dell’infezione – piccola, stavolta -potrebbe esserci. Sottolineo il ‘potrebbe’ visto rispetto allo scorso anno, oggi abbiamo i vaccini a difenderci. Ma come sempre meglio prevenire”.

La Regione sta anche lavorando per incrementare l’immunizzazione degli studenti. Solo il 26,9% dei 12-19 ha completato il ciclo. La prima dose è al 62,6%. “Nel frattempo”, conclude l’assessore, “cerchiamo di portare alla vaccinazione i giovani e i ragazzi per evitare la dad. Ricordo che con le regole attuali, con un infetto tutta la classe va in quarantena con l’aggravante che l’Inps non paga più la malattia ai genitori costretti a stare a casa”.

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