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James Donovan, la devozione per San Francesco e l’elogio ricevuto da Fidel Castro – Corriere dell’Umbria

Da avvocato newyorchese nel settore assicurativo a eroe della Guerra Fredda, quasi per caso coinvolto in tutti gli snodi cruciali della storia americana e mondiale durante la Cortina di Ferro, dalla Germania passando per Cuba e ancora prima a Norimberga, nell’immediato dopoguerra, quando furono processati gli alti vertici nazisti per crimini contro l’umanità. La storia di James B. Donovan è davvero emblematica di come la vita, seguendo i suoi strani disegni, possa riservare un ruolo importantissimo a persone inaspettate (anche se in realtà il legale, che sì aveva come principale attività il ramo assicurativo, era in rapporti con i servizi segreti del tempo). I più conoscono la figura di Donovan perché dalla sua esperienza in Germania è stato tratto il film “Il ponte delle Spie“, diretto da Steven Spielberg e in cui l’uomo è interpretato da uno straordinario Tom Hanks

 

James B. Donovan, nella vita privata, era il classico “family man” americano, devoto alla sua amata moglie Mary McKenna e ai quattro figli (un maschio e tre femmine) ed era anche profondamente cattolico, tanto che spesso girava con in tasca un santino di San Francesco con una preghiera stampata sopra. E’ nella vita pubblica che l’avvocato, inizialmente nel ramo assicurativo, si è distinto sino a diventare uno degli agenti top della diplomazia mondiale del tempo. Donovan è infatti largamente conosciuto per aver negoziato nel 1962 lo scambio tra il pilota americano di U-2 catturato dai sovietici Francis Gary Powers e la spia russa Rudoľf Abeľ durante la Crisi degli U-2 e per aver ottenuto il rilascio e il ritorno in patria di 1.113 prigionieri trattenuti a Cuba, dopo il fallimento dell’invasione della baia dei Porci. 

 

All’inizio della carriera, l’avvocato fu assistente del giudice Robert H. Jackson al processo di Norimberga, dove presentò alcune prove visive, e fu anche consulente per il documentario The Nazi Plan.  Nel 1957 difese la spia sovietica Rudoľf Abeľ, dopo che molti altri avvocati avevano rifiutato. Donovan perse il processo, ma andò avanti lo stesso, prima che la corte discutesse su una possibile sentenza di morte e vinse la causa. E la cosa tornò utile: nel 1962 Donovan, che guidava i negoziati, ottenne con i mediatori sovietici il rilascio del pilota U-2 americano Francis Gary Powers, dando in cambio ai sovietici proprio Rudoľf Abeľ, che lui stesso aveva difeso cinque anni prima. Ma Donovan è famoso anche per i fatti di Cuba successivi all’invasione della Baia dei Porci: le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti erano estremamente tese e quando Fidel Castro lo incontrò per la prima volta, parlò molto poco. Allora l’avvocato cercò di sviluppare una certa confidenza ed ebbe tanto successo che lo stesso Castro lo elogiò per aver portato il figlio a Cuba. Donovan ebbe l’idea di scambiare i prigionieri per medicinali: il 21 dicembre 1962 lui e Castro firmarono un accordo per la liberazione di tutti i 1.113 prigionieri in cambio di 53 milioni di dollari in cibo e medicine, provenienti da donazioni private e da compagnie che aspettavano sgravi fiscali. 

 

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