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Vito Dell’Aquila a Tokyo, da Mesagne con l’obiettivo di laurearsi e diventare giornalista – Corriere dell’Umbria

Vito Dell’Aquila, da Mesagne, è di fatto il primo medagliato azzurro all’Olimpiade di Tokyo. Il ragazzo di Mesagne è infatti finalista nella sua categoria (-58kg) nel taekwondo e sfiderà il tunisino Jendoubi. Il suo stile preciso e ritmato ha conquistato anche la rassegna giapponese e così dopo la vittoria del Grand Prix Final nel 2019 ora ecco che per il classe 2000 il grande sogno olimpico che si concretizza. 

 

 

Ha scoperto il taekwondo a 8 anni: “Precisamente nel settembre 2008. Ero molto timido e mio padre, a cui piacciono le arti marziali, decise di portarmi nella palestra del Maestro Roberto Baglivo, che a Mesagne è molto conosciuto. Inizialmente era per me un gioco – ha ricordato tempo fa -, andavo in palestra molto volentieri perché passavo i pomeriggi con gli altri miei coetanei invece di stare solo a casa a studiare o annoiarmi. Poi con i primi risultati è diventata una passione e adesso considero il taekwondo come una professione perché lavoro duramente per raggiungere i traguardi che mi pongo”. La gioia più grande è appunto arrivata nel novembre 2019 con la vittoria del titolo europeo nei -58 kg a Bari, davanti ai suoi tifosi: “Conquistare un titolo così importante nella mia amata Puglia è stato incredibile. In più significava aver messo al sicuro la qualificazione olimpica per Tokyo”, ha sottolineato sempre in una vecchia intervista.

 

 

Già prima di Tokyo le sue idee erano molto chiare: “Ora il mio obiettivo principale è vincere le Olimpiadi – le sue parole -, ma poi ho intenzione di iscrivermi alla facoltà di Scienze della Comunicazione a Roma e diventare un giornalista per scrivere di taekwondo, visto che in Italia, secondo me, se ne parla troppo poco. Ma in generale vorrei essere un esempio per le nuove generazioni”. I suoi hobby? Ascoltare musica, guardare film, serie tv, scrivere, fare foto, correre all’aria aperta e uscire con amici. Intanto, nel curriculum, può inserire pure una medaglia olimpica. Non certo roba per tutti.

 

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