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Crisi migranti, la Spagna blinda i confini con il Marocco: esercito a Ceuta

Si alza la tensione sulla crisi migratoria ai confini tra Spagna e Nord Africa. Mercoledì 19 maggio la Spagna ha schierato l’esercito a Ceuta, enclave spagnola in Marocco, dopo l’arrivo in soli due giorni di almeno 8.000 migranti, tra cui donne e bambini, rimandandone indietro circa la metà.

Premier Sánchez a Ceuta e Melilla

Martedì sera, il premier spagnolo Pedro Sánchez, accompagnato dal ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, ha visitato di persona Melilla, enclave spagnola in Marocco, per una visita d’urgenza, a conferma che il Paese iberico sta affrontando una crisi migratoria senza precedenti lungo i confini con quello nordafricano.

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La visita del primo ministro in questa città arriva dopo quella all’enclave di Ceuta. Lì, Sánchez si era riunito con il presidente di Ceuta, Juan Luis Vivas, e altre autorità.

Secondo i racconti dei media locali, anche a Melilla, come già accaduto a Ceuta, Il premier spagnolo Pedro Sánchez è stato accolto da fischi e insulti.

Ministro Marocco, Spagna rispetti nostri diritti

La Spagna “sapeva che è molto alto il prezzo del voler sottovalutare il Marocco” e deve “rispettare i diritti” del regno che ieri ha richiamato la sua ambasciatrice a Madrid, Karima Benyaich, “per consultazioni”. E’ il messaggio arrivato dal ministro di stato marocchino per i Diritti umani e i Rapporti con il Parlamento, Mustapha Ramid, che nelle ultime ore ha accusato la Spagna di non aver rispettato il principio di “buon vicinato” per aver “accolto” il leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, e di aver “preferito” i “rapporti con il Polisario e il suo mentore, l’Algeria”, a quelli con il regno nel mezzo delle tensioni dopo l’arrivo in massa di migranti a Ceuta e polemiche per la presenza di Brahim Ghali sul territorio spagnolo. “L’accoglienza da parte della Spagna del leader delle milizie separatiste del Polisario, sotto falsa identità, senza tenere conto delle relazioni di buon vicinato che richiedono coordinamento e consultazioni, o almeno preoccuparsi di informare il Marocco, è un atto irresponsabile e e assolutamente inaccettabile”, ha scritto Ramid sul suo profilo Facebook. “Cosa avrebbe perso la Spagna – ha incalzato – se si fosse consultata con il Marocco sull’accoglienza di questo individuo? Perché la Spagna non ha reso nota la presenza sul suo territorio del soggetto in questione con la sua vera identità?”.

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